GIULIO MENTUCCIA

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DP o DoP (Direttore della Fotografia)

 

"Io credo che ognuno di noi dia una parte della propria vita quando tenta di scrivere con la luce la storia di un film; proprio come fa l'autore musicale con le note, lo sceneggiatore con le parole, così facciamo noi scrivendo con la luce" (Vittorio Storaro)

 

Il regista è l'artefice, il creatore del film. E' il responsabile del prodotto complessivo. Ma il Direttore della fotografia è colui che "fa bello il film".

Un film è fatto di parole e soprattutto di immagini (chi ha detto che con l'avvento del sonoro si è rivalutato il silenzio? ovvero le immagini.... ). Ecco quindi l'importanza del direttore della fotografia. Le atmosfere che il regista vuole avere, sono create e pensate e realizzate dal direttore della fotografia che mette in campo tutta la sua sensibilità artistica,

 

Direttore della fotografia

Il direttore della fotografia (DdF) dovrebbe partecipare a tutte le riunioni che il regista tiene, per poter entrare, al pari del regista, insieme al regista, nello spirito del film. Il rapporto di fiducia tra il regista ed il DdF è basilare: tutti i più grandi film sono nati da una accoppiata vincente, possiamo ricordare Federico Fellini e Rotunno; Stanley Kubrick ed Alcott; Pier Paolo Pasolini e T. Delli Colli; Woody Allen e Willis; e così via...

Le responsabilità del direttore della fotografia sono molteplici, è lui che deve illuminare le scene, scegliere le angolazioni delle inquadrature, gli obiettivi da usare, le focali necessarie, il diaframma da impostare...

E' importante la sua opera in molte fasi sia di scelta che di realizzazione. Il suo lavoro inizia nella scelta delle location, nelle varie scenografie da costruire, nella decisione degli arredi da inserire. Ogni set deve essere minimamente ricostruito dallo scenografo, prima, e poi illuminato da lui. Ogni set, ovvero il regista, ha delle esigenze creative che bisogna risolvere. E' in questa fase che il DdF offre il risultato del suo percorso creativo e stilistico. Perchè le luci e quindi il colore dell'immagine è ciò che lo spettatore vedrà sul grande o piccolo schermo. La qualità risultante dall'uso della pellicola giusta, delle giuste ed idonne collocazioni delle luci, fino alla stampa della pellicola sono i numerosi compiti che il direttore della fotografia deve saper coordinare.

 

Il DdF deve conoscere a fondo, aver provato e riprovato innumerevoli volte, in situazioni diverse, i giochi, i percosi della luce e dei colori. Deve, sì, conoscere la teoria ma soprattutto deve avere tanta pratica. L'esperienza che si può ottenere su un set, anche solo stando a fianco di un professionista, è impagabile.

 

Dalle scuole si impara tantissimo, ma le scuole seri di fotografia sono pochissime. Allora conviene offrirsi come assistenti nei set cinematografici, per poter carpire tutti quei piccoli segreti che nessuno mai ci rivelerà a parole; anche perchè i direttori della fotografia creano lì, sul set, i giochi di luci ed ombre e di colore che caratterizzano le scene di un film.

Bisogna saper usare la luce per poterla utilizzare secondo le nostre necessità. Bisogna capire il film, nelle sue singole scene, perchè bisogna sapere cosa far risaltare con la luce, le ombre ed i colori in ogni singola scena.

 

Quindi le conoscenze di un direttore della fotografia spaziano dalla conoscenza delle arti figurative alla posizione ed ai movimenti della macchina da ripresa. E' il braccio destro del Regista, mentre lo sceneggiatore ne è il braccio sinistro.

 

Il direttore della fotografia

Per i nostri amici del Corto, consigliamo di girare, girare, girare tanti corti. Il cortometraggio è un punto di partenza. Certo che il digitale ci aiuta, almeno all'inizio, perchè con poche lire possiamo girare tanta pellicola, pardon tanto filmato... e rigirarlo fintanto che non abbiamo raggiunto il nostro scopo: proiettiamo e guardiamo e studiamo più volte il nostro girato, per capire dove intervenire. E giriamo di nuovo, con le nuove idee che ci vengono in mente.

Non facciamo l'errore di girare in completo automatismo. La macchina, è vero, può aiutarci nelle riprese amatoriali, ma pensiamo solo che nella realtà se ci giriamo a 360 gradi, possiamo passare da una zona dell'ambente illuminato ad una zona scura. E noi, con il nostro girato, dobbiamo dare le stesse sensazioni che viviamo nella realtà.

 

Quindi, ricapitolando, il direttore della fotografia è il responsabile della fotografia cinematografica durante la realizzazione di un film.

 

È considerato una delle figure professionali più importanti del cinema, poiché responsabile dell'estetica del film, ossia dell'impatto visivo delle immagini sullo spettatore. Può lavorare con una certa autonomia decisionale, oppure a stretto contatto col regista e gli altri elementi della troupe (fra i quali l'operatore e due assistenti operatori). Molti dei capolavori della settima arte, sono frutto di storici sodalizi tra grandi registi e direttori di fotografia, spesso impegnati assieme in più di un film. Ricordiamo, a titolo d'esempio, la collaborazione di Orson Welles e Gregg Toland in Quarto Potere, e quella tra Stanley Kubrick e John Alcott in 2001 Odissea nello spazio.

 

Oltre alle conoscenze tecniche, il direttore della fotografia deve avere anche doti artistiche, essendo la fotografia un processo creativo ed interpretativo assai complesso. Non mancano direttori in grado di "interpretare la luce" e di dare coerenza visiva alle riprese connotandole con un'impronta autoriale del tutto personale.

 

Le principali mansioni di un direttore della fotografia sono: la composizione dell'inquadratura, la disposizione delle luci, il controllo dei movimenti della macchina da presa, le scelte stilistiche sull'angolo di ripresa, sulla messa a fuoco, sulla distanza di ripresa, sulla profondità di campo, etc. Come si può notare, molti degli elementi tecnici di base sono gli stessi della fotografia tradizionale.

 

Secondo il tre volte Premio Oscar Vittorio Storaro, il termine Direttore della fotografia non descrive a pieno il ruolo di questa importante figura. In un'intervista all'Ischia Film Festival il Maestro ha dichiarato: "Non mi sono mai sentito a mio agio con la definizione Direttore della Fotografia, preferisco piuttosto Autore della fotografia cinematografica. Autore vale a dire, infatti, libero ingegno creatore, della foto-grafia cioè dello scrivere con la luce". Questa definizione racchiude il tema centrale del suo pensiero: la direzione della luce, ampiamente approfondito nella sua trilogia dal titolo Scrivere con la luce

 

(fonte ilcorto.eu)

 

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