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GIULIO MENTUCCIA

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DP . Director . Filmmaker

Il lungometraggio,

 

come un romanzo, ha una struttura, un certo numero di personaggi che producono eventi in relazione tra loro. La psicologia dei personaggi è approfondita per caratterizzarli, farne comprendere le motivazioni che li fanno agire, gli scopi che perseguono, quindi le loro scelte e i loro comportamenti. Intreccio, complessità di situazioni, personaggi significativi. Uno dei protagonisti di Film rosso è un giudice in pensione ( Jean-Louis Trintignant ). Coi ripensamenti sul suo operato, coi suoi drammi personali, con le manie del suo quotidiano non può essere che un giudice.

Per un lungometraggio occorrono capacità di analisi, di individuazione di comportamenti minimi e di piccoli fatti necessari a costruire una personalità. Capacità di elaborare una storia, svilupparla, creare collegamenti, risolverla in modo convincente.

Per un cortometraggio invece occorre capacità di sintesi. L’idea che si vuole esprimere deve essere perseguita senza cedimenti, niente spazio a ciò che non serve al particolare scopo che si vuole raggiungere. Poche cose funzionali alla storia e al finale. Pochi, ma forti, gli elementi per disegnare i personaggi: rasentare anche l’iperbole purché appaia convincente.

Per avere un’idea completa delle differenze tra lunghi e corti forse è necessario individuare i differenti effetti che producono. Proprio dopo aver considerato le differenze nella elaborazione della storia non si può fare a meno dal prendere in esame la risposta del pubblico.

Certamente decenni di lungometraggi nelle sale cinematografiche, che hanno tenuto ancorati alla sedia gli spettatori per cento minuti, hanno creato l’ abitudine alle storie complesse, agli intrecci che intrappolano un certo numero di personaggi, ma è pure vero che lo spettatore vuole lasciarsi rapire da una storia che duri un certo tempo. Perché si ha bisogno di evadere dal quotidiano e di creare una pausa significativa nella propria giornata. Una pausa appunto di un paio di ore almeno e non di venti minuti.

Ma come ci sono lettori che traggono piacere dal leggere una storia breve, cioè un racconto, può darsi che tra qualche anno, al cinema, gli spettatori che avranno gusto per i corti crescano di numero. Specialmente se si diffonderà l’abitudine di affiancare dei corti ai lungometraggi proiettati nelle sale, come già accade in alcuni Paesi.

 

di Maurizio Mazzotta (fonte ilcorto.eu)

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